martedì 7 ottobre 2014

I MITI DELLE COSE

Miti sul 'sedano': 

The Myth of Antique Celery Vases and a Happy Thanksgiving to All

Questo mito sul sedano spiega l'usanza di molte famiglie americane di mettere l'ortaggio all'interno di un vaso di cristallo. In genere tale vaso veniva posto a tavola all'ora di pranzo o di cena. Il significato di questo gesto per molti era solo il valore apparente del vaso e della delicatezza del sedano, in quanto verdura difficile da coltivare e da mantenere. Ciò era segno di prestigio per alcune famiglie ricche, che si vantavano di mostrare una pianta così difficile da reperire e da curare prima del 1900. Tale tradizione è riscontrabile in molte cartoline illustrate americane del '900.

Illustrazione con lo Zio Sam
Cartolina del Giorno del Ringraziamento
Cartolina del Giorno del Ringraziamento


Mythology : Death of Opheltes 
Con il sedano silvestre = Apium graveolens var. graveolens nell’antica Grecia venivano incoronati i vincitori dei giochi olimpici, celebrati in onore di Zeus. Secondo le leggende, il figlio del re di Nemea era stato morsicato a morte da un serpente che si era nascosto nel sedano silvestre. Questo spiegherebbe anche perché in seguito il sedano silvestre fu spesso aggiunto alle corone funebri. Nelle saghe greche e negli scritti mitologici si legge che il sedano silvestre a quell’epoca venisse spesso utilizzato come pianta officinale.

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Modifica di Archemoro
Pezzetti di frutta tra storia e mito


Corona di sedano


Miti sulla 'coppa':


Storia nel Nibelungenlied

Secondo il mito, quando Sigfrido arrivò nel regno di re Gunther, pur di ottenere il tesoro dei Nibelunghi egli orchestrò un piano affinché l'eroe rimanesse a corte: durante un banchetto, Hagen fece bere a Sigfrido una coppa di vino ove aveva sciolto una pozione che gli avrebbe fatto dimenticare l'amata Brunilde e che, viceversa, lo fece innamorare perdutamente della sorella del re, Crimilde.
Statua di Hagen a Worms

Graal

Il termine graal designa in francese antico una coppa o un piatto e probabilmente deriva dal latino medievale gradalis, con il significato di "piatto", o dal greco κρατήρ (kratḗr "vaso"). In particolare secondo la tradizione medievale il sacro Graal è la coppa con la quale Gesù celebrò l'Ultima Cena e nella quale Giuseppe d'Arimatea raccolse il sangue di Cristo dopo la sua crocifissione. Proprio per aver raccolto il sangue di Gesù, tale oggetto sarebbe dotato di misteriosi poteri mistico-magici.


Graal


Costellazione della coppa

Demifonte era il re di Eleonte, città della Tracia, devastata da un'epidemia. Un oracolo gli aveva predetto che il paese sarebbe stato liberato da quel flagello se ogni anno una giovane di nobili origini fosse stata immolata come sacrificio. Egli, pertanto, ogni anno ne estraeva una a sorte, senza mai mettere nell'urna il nome delle proprie figlie. Il nobile Mastusio, accortosi dell'inganno, rifiutò di mettere a disposizione le proprie figlie, se il re non avesse fatto altrettanto; questi allora ordinò il sacrificio di una delle figlie di Mastusio, senza alcuna estrazione. Per vendetta Mastusio uccise le figlie di Demifonte, mescolò il loro sangue con vino, e lo offrì in una coppa al re, durante la celebrazione di una cerimonia. Quando il re scoprì la terribile verità, precipitò Mastusio in mare, insieme con la coppa, che divenne una costellazione a memoria dell'evento.


Harry Potter e il calice di fuoco
Nel film il calice serviva per sorteggiare i partecipanti al torneo Tre Maghi. I candidati mettevano un foglietto con il loro nome nel calice di fuoco, finito il termine per le iscrizioni il calice con una fiammata blu sputava fuori il biglietto del mago scelto per il torneo.

Scena del film "Harry Potter e il calice di fuoco"









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